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Da Kundalini frattali di luce e nuove bio-estetiche

Kundalini anticipa tendenze e inaugura linguaggi inesplorati

Kundalini propone una propria, originale visione attorno ad un tema di grande attualità che percorre il mondo del design contemporaneo: la modularità della natura. Una logica aperta a infinite, creative variazioni. Una irregolarità che ha un suo ordine, in sintonia con i nuovi stili dell’abitare. Case “liquide”, plasmabili a seconda di desideri e necessità che mutano nel tempo.

La nuova lampada da terra Homology Lamp nasce dalla riflessione del designer Giorgio Gurioli sulle strutture tridimensionali del DNA e delle proteine, che rivelano una loro sequenzialità e un loro ritmo, aperto e duttile. Homology Lamp traccia nello spazio una  linea flessuosa, plasmata in un materiale tecnologico come il poliuretano compatto, con un’anima in acciaio. 

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La conoscenza dei materiali e delle tecnologie unita alla curiosità nello sperimentarne le potenzialità espressive è punto di incontro tra a Kundalini e Giorgio Gurioli. Homology Lamp è una forma che richiama matrici di complesse strutture biologiche all’origine delle diverse forme di vita e risuona dentro di noi come riconoscibile, capace di attivare una sottile, intensa empatia estetica. Lo studio che ha condotto a Homology Lamp trova un’ulteriore suggestiva declinazione in Homology Armchair, poltroncina realizzata in poliuretano strutturato, sempre con anima d’ acciaio: un elemento unico che si attorciglia concentricamente su sé stesso in maniera regolare e simmetrica, ricostruzione della riproducibilità delle forme naturali, consentita dalla ricerca sui materiali e le loro potenzialità. 

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Rigore e creatività insieme, nel segno di un nuovo concetto di modularità fluida e giocosa, vengono sperimentati anche con la lampada da parete Pixel. Il design è di Bakery Group. Qui la fonte d’ispirazione è apparentemente opposta alla natura e attinge al  pionieristico linguaggio dei computer anni ’70. Il pixel come il più piccolo elemento costitutivo dell’immagine viene ripreso come elemento-matrice per comporre liberamente disegni di effetto escheriano. Più lampade accostate l’una all’altra formano lo schermo che ognuno preferisce costruire. L’invito è a “pixelare” intere pareti, con un effetto incisivo e d’impatto.

E sempre in sintonia con le nuove esigenze di libertà compositiva, Kundalini propone Dew, design di Emmanuel Babled. Dew diventa un sistema di lampade a sospensione. Le sfere in vetro, da moltiplicare in installazioni personalizzate, realizzano scenografie luminose d’atmosfera.

 

Link:
Kundalini

Illuminazione,

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