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Sicurezza in casa: i sistemi antintrusione

Gli Italiani non dormono sonni tranquilli nemmeno sotto il proprio tetto. A spaventarli sono soprattutto i furti nelle case, che aumentano di anno in anno

Gli italiani hanno paura. Per otto connazionali su dieci la criminalità è in aumento e la domanda di sicurezza è in costante crescita. Il fatto di non sentirsi tranquilli nemmeno a casa propria compromette la serenità e il benessere del cittadino e nasce in molti casi da esperienze negative vissute in prima persona. Sul tema della sicurezza e alla percezione che ne ha l’universo femminile ha recentemente condotto un’interessante indagine demoscopica Astra Ricerche per conto della Fondazione Enzo Hruby (nata su iniziativa di Hesa per diffondere la conoscenza delle tematiche della security e l’ottimale utilizzo delle tecnologie elettroniche disponibili). Secondo i dati raccolti da Astra la percentuale di donne che hanno vissuto personalmente o conoscono persone care che hanno avuto cognizione diretta e drammatica di fatti criminosi è molto alta (quattro su dieci). Nell’orizzonte di esperienza delle intervistate rientrano innanzitutto rapine e furti, ma anche scippi fuori casa, atti vandalici, aggressioni e violenze fisiche, nonché i sequestri e l’essere spiate.hesa
Le donne italiane, dunque, si dichiarano assai preoccupate per la sicurezza personale e dei propri cari per quel che attiene all’abitazione. Al contempo, però, pur avendo un discreto grado di informazione sulle soluzioni per la security dell’abitazione, molto spesso non le attivano e rimangono così drammaticamente indifese. Il problema, per l’universo femminile, riguarda l’informazione in prima battuta e il passaggio poi dall’ansia paralizzante alla cultura della prevenzione. Le statistiche ci dicono che, più ci si protegge ricorrendo a tecnologie e ad installatori di alto profilo, più possibilità si hanno di ostacolare il lavoro di ladri e intrusi indesiderati. La dotazione in termini di security e comfort di una abitazione, infine, costituisce un valore aggiunto nella definizione del suo valore commerciale. E chi decidesse di dotare la propria abitazione di un impianto antifurto, grazie alla L. 449 del 1997 può usufruire della detrazione IRPEF del 36 per cento spettante per i costi relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Cosa fare, dunque, per garantire protezione e sicurezza all’habitat in cui viviamo? Possiamo innanzitutto seguire i suggerimenti che la Polizia di Stato fornisce sul proprio sito: applicare alla porta esterna uno spioncino ed una serratura antifurto; munire le finestre degli appositi blocchi o delle grate se sono a piano terra; non lasciare aperte le finestre se si è assenti o durante la notte; non applicare targhette con nome e indirizzo alle chiavi di casa: se le perdessimo potrebbero capitare nelle mani di malintenzionati. Esistono poi in commercio impianti antintrusione di affidabilità e derivazione professionali ma al contempo estremamente semplici ed immediati nell’utilizzo. I sistemi proposti dalle aziende del settore non sono più solo terminali passivi, ma si integrano e dialogano con le altre piattaforme tecnologiche dell’ambito domestico. Sono apparecchi multifunzionali che consentono di poter effettuare attività tra loro diverse e che, caratteristica tra le più richieste dall’utente finale, garantiscono un’invasività estetica minima, sino quasi alla loro totale mimetizzazione fisica.

Nel settore dei prodotti tecnologici e quindi anche in quello dei sistemi di sicurezza antintrusione, la proposta di impianti sempre più avanzati e completi nelle prestazioni deve essere accompagnata da una facilità di utilizzo che consenta all’utente di attivarli quotidianamente in maniera assolutamente semplice ed intuitiva. La nuova centrale senza fili bidirezionale NX10 di Hesa è un sistema estremamente flessibile, semplice e facile da installare così come da utilizzare, che consente una protezione ideale sia per piccoli che grandi impianti residenziali. La centrale è caratterizzata da 48 zone senza fili, 4 aree indipendenti, 4 livelli di inserimento: perimetrale, notte, totale e per singola area. Le 3 uscite programmabili a bordo consentono di attivare i dispositivi esterni durante l’allarme o altri eventi di sistema. NX-10 è un sistema che integra al proprio interno una serie di dispositivi innovativi come il combinatore telefonico GSM che invia messaggi di testo SMS su azioni ed eventi accaduti, facilmente implementabile con la scheda di sintesi vocale per espliciti messaggi fonici supplementari. Combinatore che permette anche la gestione a distanza della centrale, con un SMS di conferma dell’operazione effettuata. L’unicità del sistema è data anche dalla tastiera senza fili LCD bidirezionale, dal rivelatore a doppia tecnologia microonde/infrarossi passivi senza fili ed infine dalla possibilità di utilizzare sirene interne ed esterne senza fili bidirezionali. Dal design moderno ed elegante, NX10 si integra perfettamente con l’arredamento della propria casa.

Primera Simply 310-21I di Daitem è la nuova Centrale d’allarme pensata e configurata per le installazioni residenziali. In grado di gestire fino a 20 rivelatori su 2 gruppi di gestione indipendenti, è estremamente semplice da installare, programmare e utilizzare grazie ai messaggi in sintesi vocale e agli organi di comando ergonomici. È dotata di una tastiera di comando e programmazione integrata e di una sirena incorporata con potenza acustica di 108 dB a 1 metro, per la segnalazione di allarme e l’immediata dissuasione da ogni tentativo di intrusione. La Centrale è supervisionata e programmata per memorizzare, con data e ora, gli ultimi 100 eventi su una scheda di memoria rimovibile SITE. L’innovativa tecnologia TwinBand®, che assicura la trasmissione delle informazioni su doppia banda (400/800 MHz) e il sistema di alimentazione professionale TwinPower® con batteria al litio assicurano l’affidabilità di trasmissione e la continuità di alimentazione del Sistema di Sicurezza anche in caso di black-out elettrici, temporali e sbalzi di tensione.

vimar1Il sistema domotico By-me di Vimar consente la gestione integrata della domotica dell’intera abitazione: il collegamento “intelligente” tra di loro di innumerevoli funzioni, tramite un’unica centrale elettronica che integra in modo semplice ed immediato le funzioni fondamentali di un impianto elettrico evoluto, tra cui anche quella dell’impianto antintrusione. Il tutto anche con telecontrollo via telefono. Il sistema antintrusione via bus di Vimar consente di realizzare impianti di allarme antintrusione fino a 30 zone e di gestire, tramite un’interfaccia anche contatti e allarmi tecnici. In luogo dei tradizionali telecomandi a batteria il sistema di Vimar impiega chiavi a transponder; è dotato, inoltre, sui rivelatori di presenza, di 17 fasci infrarossi su 4 piani, che ottimizzano area di copertura, l’installazione semplificata dall’impiego di morsetti polarizzati estraibili, il display interattivo della centrale, che consente l’effettuazione semplificata delle operazioni di programmazione, configurazione, controllo e diagnostica, la protezione degli apparecchi contro le manomissioni.

Dias propone sistemi all’avanguardia da un punto di vista tecnologico che garantiscono il più alto grado di sicurezza ma anche multifunzione, dal design accattivante e facili da usare. Sul mercato italiano Dias distribuisce StayD, un sistema brevettato dalla Paradox che permette una protezione perimetrale continua 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. StayD è in grado di proteggere l’abitazione sempre, senza che occorra mai disinserire il sistema. Questo significa che non si rimane mai senza “difesa” e che il sistema agisce automaticamente adeguandosi al nostro comportamento. La modalità StayD permette di programmare percorsi di ingresso e/o di uscita, che corrispondono a quelli che solitamente l’utente compie per entrare o uscire dalla propria casa. Ad esempio, quando si entra in casa le zone programmate come percorso per arrivare alla tastiera attivano un ritardo nell’inserimento del sistema di allarme, mentre tutte le altre zone restano inserite, permettendo di arrivare alla tastiera, digitare il codice e disinserire l’allarme volumetrico. Ovviamente non è necessario disinserire tutto il sistema se si vuole accedere ad una singola finestra, StayD permette l’apertura di questa senza far scattare l’allarme, lasciando però le altre protette.

Nonostante i nuovi sistemi antintrusione garantiscano sicurezza, elevata adattabilità e comfort di utilizzo, secondo Astra Ricerche sono ancora troppo poche le donne italiane che le utilizzano. Certo, in futuro le cose dovrebbero migliorare, ma non velocemente: solo una su sette, infatti, prevede di installare per la prima volta o di migliorare radicalmente i sistemi di sicurezza fisici, mentre la percentuale scende al 10 per cento per quelli elettronici. L’indagine ha persino profilato le tipologie delle nostre connazionali in tema di sicurezza. Il 7 per cento delle italiane non capisce neppure il problema della sicurezza dell’abitazione e non conosce alcun sistema di difesa (sono le “lontane”), mentre il 5 per cento è composto da donne prive di ogni preoccupazione in merito e del tutto inattive sul terreno della prevenzione (le “serene inattive”). Colpisce il 30 per cento di “angosciate indifese”, ad un tempo profondamente allarmate per le minacce alla sicurezza propria e dei propri cari e insieme totalmente incapaci di predisporre alcunché per tutelarsi. La maggioranza, in effetti, ha acquistato o attivato soluzioni sul terreno della security ma in generale scarse, spesso arcaiche o dichiaratamente insufficienti. Troviamo qui le “serene previdenti”, cioè quel 10 per cento di italiane che non hanno alcuna preoccupazione ma comunque reputano intelligente evitare rischi; le “preoccupate difese” che qualcosina hanno fatto (15 per cento), e infine le “angosciate corazzate” (33 per cento) connotate da un altissimo livello di allarme e dalla predisposizione di numerose misure di difesa, anche se anche in questo caso l’efficacia delle soluzioni adottate viene spesso revocata in dubbio dalle stesse interessate.

Link:

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